Primi '900
La storia conosciuta della nostra famiglia artigiana inizia nei primi anni del 1900 (1905/1907 circa) con Ercole Alessi in una bottega a via del Fiume (piazza del Popolo) dove si trasforma il legno per vari utilizzi: per le forme delle scarpe su misura e degli stivali, che erano la specialità della bottega, per la realizzazione di arti artificiali (periodo bellico e post-bellico 1915/1918) e per la modellatura di busti su cui lavorare il cuoio per realizzare delle armature.
Alcune delle loro armature hanno trovato spazio perfino al cinema nei film storici come “Quo vadis” prima versione del 1913 (muto), “Gli ultimi giorni di Pompei” del 1913 ed altri importanti film dello stesso periodo.
Anni 1920
gli anni ’20 vedono l’affiancamento dei figli di Ercole: Romolo e Remo, come nella migliore tradizione romana, e lo spostamento della bottega in via Vittoria, 47 – traversa che congiunge via del Corso con via del Babbuino – sempre zona piazza del Popolo. In via Vittoria prosegue le stessa attività fino agli anni ’30.
Anni '30/'40
anni che vedono il trasferimento della bottega in via Leccosa. Nel 1937 muore Ercole e la bottega rimane ai fratelli Romolo e Remo fino all’entrata dell’Italia nel II conflitto mondiale.
I due fratelli vengono precettati e spediti con i macchinari a Luino a servizio dello Stato. A fine conflitto l’attività riprende ma non rientrano i macchinari che faranno ritorno anni dopo deteriorati ed inutilizzabili.
Nel frattempo Alberto, primogenito di Remo, poco più che ragazzino, è attirato dal fascino di un mestiere che dia sfogo alla sua innata vena artistica. Inizia a lavorare nelle botteghe di tappezzeria più rinomate dell’epoca con lo scopo di imparare ogni tecnica di lavorazione.
Cambia frequentemente bottega e di conseguenza maestro, guidato dalla sua sete di sapere, e nel giro di qualche anno è uno dei tappezzieri più richiesti nelle botteghe che contano di più sulla piazza di Roma.
Anni '50 / '60
Nel 1955 Alberto ha acquisito una padronanza ed una esperienza che gli permettono di mettersi in proprio ed apre una piccola bottega in via della Torretta rimanendo nel centro storico.
Spazi troppo piccoli gli fanno cambiare sede nel giro di poco tempo e nel 1957 lo troviamo in via delle Tre Cannelle (sempre zona centrale, piazza Venezia) aiutato da Fernanda che sarebbe poi diventata sua moglie.
Lavorano in via delle Tre Cannelle per circa quattro anni e poi capita l’occasione di prendere un locale in via Leccosa, di fronte a quello in cui avevano lavorato il nonno, con lo zio ed il padre, fino alla guerra.
Non se lo fanno scappare e nel 1961 la Tappezzeria Alessi è in via Leccosa 43.
In questa sede si lavora per le case più importanti di Roma, si lavora per il restauro di antiche pannellature orientali in seta per il palazzo del Quirinale ed Alberto è stimato da clienti, colleghi e tecnici del settore.
Lavora a tutto campo nella tappezzeria avendo acquisito le tecniche di lavorazione più raffinate nella produzione degli imbottiti e dei tendaggi che in quel periodo erano ricchi di decorazioni come gallonature, ricami a mano, ecc… e la Tappezzeria Alessi era tra le pochissime in grado di poter offrire tali lavorazioni.
Anni '70
Gli anni ’70 portano una ventata di modernità e nelle botteghe dell’epoca. Iniziano a prendere piede e a trovare spazio lavorazioni più veloci e materiali sintetici che riducono i costi e semplificano le lavorazioni.
Alberto non crede in questa evoluzione dell’artigianato che vuole fare concorrenza all’industria dequalificando il prodotto.
Crede fermamente nelle sue capacità e conoscenze e non si fa coinvolgere dalla scelta di massa. Crede talmente in questo che nel 1976 e successivamente nel 1978 coinvolge i figli Luigi e Tiberio nella bottega.
I ragazzi vengono istruiti partendo dalla gavetta perché “devono”, dice lui, essere in grado di effettuare tutto il ciclo di lavorazione: dal contatto con il cliente, passando per la progettazione, conoscendo alla perfezione ogni passaggio della lavorazione riguardante la tappezzeria.
Alberto indirizza i figli Luigi e Tiberio in una strada che non segua la tendenza all’aumento di produzione ma alla cura dei particolari e alla realizzazione di pezzi unici prendendo sempre più la distanza da quella che è la produzione di serie.
Dice fermamente: “nella guerra al ribasso di prezzi, e di qualità, l’artigiano soccombe ed è il cliente ne paga le conseguenze. Il cliente che sceglie noi è meritevole di rispetto e degno di non essere tradito. Per questo il nostro lavoro deve essere volto alla ricerca del meglio”.
Questo facendo sempre riferimento ad una frase di Henry Roice che afferma: ”prendi il meglio che esiste e miglioralo, se non esiste, crealo”.
Con questi insegnamenti sono cresciuti nella bottega Luigi e Tiberio.
Anni '90 in poi
L’attività prosegue e i due ragazzi crescono fino a prendere le redini della bottega Alessi.
Nel frattempo le richieste si concentrano sempre più nel lavoro di élite. Si realizzano sempre più lavori importanti ed iniziano ad esserci richieste da tutta Italia ed anche dall’estero, per clienti che si trasferiscono e per il passaparola di loro conoscenti.
Si realizzano arredamenti di tappezzeria in posti di residenze estive ed invernali, come varie ville a Capri, Amalfi, Sabaudia, Catania, Santo Stefano, Monte Argentario, Orbetello, Capalbio, Castiglion della Pescaia, Castiglioncello, Cortina d’Ampezzo, St Moritz, varie nella zona del Terminillo e Leonessa; case di residenza a Parigi, Londra, Lugano; un negozio in Rue du Rhone a Ginevra.
Si restaurano importanti salotti di antiquariato realizzati dagli ebanisti più importanti d’Europa come:
JACOB (JACOB – Desmalter. Dinastia di falegnami e ebanisti in attività fra il regno di Luigi XV e la Restaurazione. Georges (1739-1814) divenne maestro nel 1765, eseguì numerosi sedili prima in stile «rocaille» poi neo-classici. Georges Jacob figlio (1768-1803) e suo fratello François-Honoré (1770-1841) continuarono l’attività della famiglia alla «rue Meslée» sotto il Direttorio. François-Honoré associa al suo nome quello di Desmalter dopo la morte di suo fratello. In collaborazione col pittore David, Jacob Desmalter crea nuovi modelli ispirati all’Antichità e fornisce la Corte Imperiale. Georges Alphonse, suo figlio, servirà la Restaurazione.),
JEANSELME (JEANSELME. Famiglia parigina d’ebanisti in attività fra il 1824 e la fine del 800, ricomprano il fondo della casa Jacob nel 1847. Fornitori delle corte di Luigi Filippo e Napoleone III, realizzano mobili in stile, dei «pastiche» e delle creazioni originale soprattutto sotto la Restaurazione).
Si realizzano, grazie alla vena artistica tramandata da Alberto ai figli, progetti e disegni esecutivi di modelli di divani e poltrone per una villa a Los Angeles per essere realizzati dalla, forse, più conosciuta fabbrica d’imbottiti Italiana. Nel frattempo prosegue la produzione e l’assistenza sulla piazza di Roma.
Lavorando a testa bassa, passano gli anni e la Tappezzeria Alessi rimane nella sede di via Leccosa -piazza Nicosia – per 55 anni, poi le restrizioni del traffico nei centri storici a clienti e fornitori, la difficoltà per il raggiungimento e il poco interesse dimostrato dalla frequentazione del centro storico (volto più ad un turismo di massa “mordi e fuggi” ed attenta alle varie griffe imbeccate da pubblicità milionarie riguardo al prodotto da loro proposto), fanno decidere ai fratelli Luigi e Tiberio di spostare la bottega in una zona più in vista e particolarmente dedicata al settore dell’arredamento.
A settembre del 2015 aprono in via Gregorio VII – in zona San Pietro, Aurelio – dove la vetrina si differenzia dalle altre perché unica nel suo genere dove non si espongono prodotti industriali finiti, provenienti da paesi asiatici, ma si lavora con le mani, con la testa e con il cuore alla realizzazione di pezzi unici eseguiti tenendo sempre bene in mente la frase: ”prendi il meglio che esiste e miglioralo. Se non esiste crealo”.
